Prima di cambiare lavoro, leggi questo.
“Il mio capo non capisce nulla.”
“La mia collega non sa fare il suo lavoro.”
“Sono tutti troppo lenti per me.”
“Sono nel posto sbagliato.”
“Questa azienda non fa che errori.”
Ti risuonano una o più di queste frasi?
Se lavori in un contesto aziendale, è molto probabile di sì.
E attenzione: non significa che non ci sia una parte di verità. A volte siamo davvero in ambienti
poco allineati, con persone poco competenti o in sistemi disfunzionali.
Ma c’è una domanda che raramente ci poniamo davvero:
quanto di ciò che viviamo è influenzato dal nostro mondo interiore?
Ed è qui che si apre uno spazio di lavoro potente.
Perché la realtà professionale non è solo ciò che accade fuori.
È anche il modo in cui la interpretiamo, la leggiamo e ci posizioniamo al suo interno. Dove metti il
tuo focus, parla di te. Dove non lo metti… parla degli altri.
E spesso è proprio lì, in ciò che ci irrita, ci attiva, ci fa reagire, che si nasconde la parte più
interessante. I conflitti, nel lavoro come nella vita, non sono solo ostacoli.
Sono indicatori.
Ci segnalano: dove perdiamo centratura, dove reagiamo invece di scegliere, dove ci sono parti di
noi ancora inesplorate. È controintuitivo, ma profondamente vero: è proprio nel conflitto che si
nasconde la direzione.
Quante volte cerchiamo di evitarlo, di aggirarlo, di “farlo smettere”?
E se invece fosse un invito? Un invito a fermarti, a non reagire subito, a non entrare in automatico.
Perché è negli automatismi che perdiamo potere. È nella consapevolezza che lo recuperiamo.
La prossima volta che ti trovi in una situazione difficile, prova a chiederti: Questo conflitto cosa sta
dicendo di me? Quale parte di me si sta attivando? Cosa sto evitando di vedere?
Non sempre troverai risposte immediate. Ma inizierai a spostarti da una posizione di reazione… a
una di scelta. E questo cambia tutto.
Perché sì, a volte il contesto va cambiato. Ma molto più spesso, prima ancora, è lo sguardo con cui
lo viviamo a fare la differenza.
E forse la vera domanda non è: “Sono nel posto sbagliato?” Ma: “Da dove sto guardando questa
situazione?” Perché finché il problema è fuori, tu non hai potere. Ma nel momento in cui inizi a
guardare dentro, qualcosa cambia. Non perché gli altri diventano migliori.
Ma perché smetti di reagire automaticamente. E inizi a scegliere.
E spesso la direzione che cerchi… è nascosta esattamente lì.
Nel punto che oggi ti dà più fastidio.

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